Adozione di un maggiorenne

È possibile adottare un maggiorenne. La procedura è diversa rispetto a quella dell’adozione del minore. La richiesta si presenta con un domanda in carta semplice, diretta al presidente del tribunale del luogo di residenza dell’adottante.

L'adottato acquista:

  • il diritto di anteporre il cognome dell’adottante al proprio
  • il diritto a succedere all’adottante nella stessa posizione dei figli legittimi,
  • il diritto agli alimenti.

L’adozione ordinaria non muta diritti e doveri dell’adottato verso la famiglia di origine e non produce effetti verso i parenti dell’adottante e verso quelli dell’adottato. Possono chiedere di adottare un maggiorenne le persone (coniugate o meno) che

  • non hanno discendenti legittimi o legittimati
  • hanno compiuto i 35 anni d'età
  • superano di almeno 18 anni l'età di coloro che intendono adottare.

In casi eccezionali il tribunale può autorizzare l'adozione, se l'adottante ha raggiunto almeno i 30 anni d'età, fermo restando la differenza d'età di almeno 18 anni rispetto al soggetto che si intende adottare. E’ richiesto il consenso:

  • dell’adottante, dell’adottando e dei loro eventuali coniugi
  • dei figli (legittimi o legittimati o naturali riconosciuti) maggiorenni dell’adottante
  • dei genitori dell'adottando

 

Se l'assenso dei genitori dell'adottando o quello dei coniugi dell'adottante o dell'adottato è negato, il tribunale, su istanza dell'adottante, può ove ritenga il rifiuto ingiustificato o contrario all'interesse dell'adottando, pronunziare ugualmente l'adozione; allo stesso modo il tribunale può pronunziare l'adozione quando è impossibile ottenere l'assenso per incapacità o irreperibilità delle persone chiamate ad esprimerlo. Non è necessaria l’assistenza di un legale.
Normativa di riferimento: art. 291 e seguenti codice civile come modificati dalla legge 4 maggio 1983 n. 184

Dove:
La richiesta di adozione di un maggiorenne si presenta al presidente del tribunale del luogo di residenza dell’adottante.

Fonte: Ministero della Giustizia